Fare un cicloviaggio, specialmente in 39 persone, vuol dire essere predisposti a stare insieme nel bene e nel male, il nostro ultimo viaggio “Ciclovia dell’AIDA e Monferrato” ne è stata l’ennesima conferma. Infatti, anche se ci sono stati piccoli contrattempi quali il perdersi di qualche partecipante a qualche bivio o le fughe, in tratti complicati, dietro a visioni tipo Araba Fenice (giovane ciclista) senza capire che andava in tutt’altra direzione rispetto al gruppo intero, o addirittura timide proteste circa una cena troppo leggera che invece era stata studiata dal nutrizionista proprio per il bene dei partecipanti, perché la sera bisogna mangiare poco per dormire meglio. Una mancanza vera è stata l’essersi dimenticati di raccontare qualcosa sul Canale di Cavour, opera importantissima costruita tra il 1863 e il 1866, una delle prime grandi infrastrutture costruite in Italia; ma forse eravamo troppo impegnati a ripararsi dal sole cocente all’ombra delle risaie! Scusatesi, la prossima volta faremo meglio.
La partenza sotto il lago del Moncenisio è stato il via di questa avventura, la discesa importante e impegnativa ci ha portato nel cuore della Val di Susa fino ai Laghi di Avigliana da dove il giorno dopo siamo saliti, 10 km intensi e impegnativi, alla Sacra di San Michele, abbazia costruita tra il 983 e il 987 che ha ispirato Umberto Eco per il suo libro “Il nome della Rosa”. E poi, giù a tutta velocità verso Torino, la prima capitale dell’Italia unificata, passando per il parco della Palazzina di caccia di Stupinigi, antiche riserve di caccia dei Savoia. Seguendo le ciclabili che costeggiano i fiumi della città (Torino, la città dei quattro fiumi, il Po, la Doria Riparia, lo Stura e il Sangone), abbiamo lasciato la capitale sabauda e, attraversando il parco del Valentino, abbiamo pedalato lungo il Canale Cavour e le risaie fino a Vercelli. Qui abbiamo lasciato l’AIDA per il Monferrato, direzione Casale Monferrato salendo al Sacro Monte Crea, altra salita molto impegnativa. La quinta tappa che ci ha portati ad Asti, ma prima abbiamo visitato a Rosignano Monferrato un Infernot, questi cunicoli scavati per sfuggire ai nemici e poi nel tempo trasformati in cantine e frigoriferi naturali. La sesta e ultima tappa è stata modificata per le previsioni catastrofiche, che poi non si sono verificate; comunque siamo riusciti, grazie a Roberto socio Fiab di Asti, a visitare il Castello di Govone, residenza delle principessine dei Savoia
Foto del Cicloviaggio a cura di Simone Carboni
Tappa 1 https://photos.app.goo.gl/4X5rcQnTq3Nq8hb28
Tappa 2 https://photos.app.goo.gl/VUEDTAANZE9CgtE27
Tappa 3 https://photos.app.goo.gl/4xd2Fj2fzq5j2hvB9
Tappa 4 https://photos.app.goo.gl/cBTnRpdS3EFUFnaR6
Tappa 5 https://photos.app.goo.gl/jH6uiLpJkuHbLcTm8
Tappa 6 https://photos.app.goo.gl/NXZpkxzo9MLNXVVTA
Filmati del Cicloviaggio a cura di Paolo Mazzinghi per tutti “Pasticca”
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