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FIAB a Monti: crisi come opportunità per eco-mobilità

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Il Presidente della FIAB, Antonio Dalla Venezia fa appello al Governo
Monti di prestare la massima attenzione a cogliere l’occasione data da
questa crisi come opportunità di cambiamento e di rilancio della mobilità
sostenibile. Ciò che non è stato fatto in questi anni da tutti i passati
governi.

Mentre la crisi economica fa sentire pesantemente i suoi effetti, il
nostro Paese affronta con una rinnovata compagine di Governo questa
delicatissima fase. Si annunciano nuovi sacrifici con tre parole d’ordine:
rigore, sviluppo, equità.

Questo dovrebbe escludere quei “tagli lineari”
che, tante volte, hanno penalizzato senza alcun criterio settori già
duramente colpiti.Ma le preoccupazioni non mancano. La manovra finanziaria che verrà
illustrata a breve dal presidente del Consiglio Mario Monti conterrà tagli
importanti anche in un settore già fortemente penalizzato come quello del
trasporto pubblico. Le prime indiscrezioni dicono, infatti, che il
trasporto pubblico locale (TPL), per il quale sono stati previsti finora
trasferimenti solo per 400 milioni di euro, non sarà alimentato da altre
risorse: perderebbe dunque più di 1 miliardo e mezzo rispetto agli anni
passati. Che si aggiungono ai pesanti tagli agli enti locali, e rischiano
di compromettere definitivamente anche l’erogazione di servizi per la
mobilità collettiva.

In fatto di mobilità, riteniamo doveroso invitare il Governo Monti a
prestare la massima attenzione a cogliere l’occasione data da questa crisi
come opportunità di cambiamento e di rilancio della mobilità sostenibile.
Ciò che non è stato fatto in questi anni da tutti i passati governi.

In questo quadro, riteniamo profondamente sbagliato operare tagli
orizzontali sul trasporto pubblico locale. E riteniamo altrettanto miope
non guardare alla ciclabilità, da sempre considerata in Italia con una
certa indifferenza salvo che nei convegni e nei periodi elettorali, come a
una risorsa per la mobilità, sia urbana che turistica e del tempo libero.
Il nostro Paese continua, di fatto, a dipendere da una mobilità costosa,
inquinante ed energivora, mentre tuttora mancano politiche virtuose a
livello nazionale, e le sinergie positive regionali e locali, che sappiano
operare con lungimiranza, rendendo possibile quel cambiamento che, in
altri Stati europei, è in atto da diversi decenni.

Questo è il modello culturale che impone l’auto privata come unico o
principale mezzo di mobilità, prioritario rispetto a tutti gli altri,
privando di fatto i cittadini di una seria valutazione delle possibilità
alternative e anzi limitandone ed ostacolandone l’offerta.

E’ necessario riequilibrare l’uso dello spazio urbano a favore della
mobilità sostenibile e riconvertire in tale direzione anche le aree
metropolitane, i dintorni delle città. La mobilità ciclistica è virtuosa
poiché consente anche investimenti con bassa spesa ed alta resa per
favorire città più sicure e meno inquinate, riduce i consumi ed il
fabbisogno energetico, e la bolletta che tutto il Paese paga, oltre ad
abbattere decisamente i costi per la salute dei cittadini.

I ventilati nuovi tagli al TPL comporteranno un aumento del traffico
veicolare. Tralasciando le considerazioni più ovvie (peggioramento della
qualità della vita, aumento del fabbisogno energetico, riduzione
dell’efficienza degli spostamenti), possiamo provare a quantificare
l’efficacia dell’intervento.

Ogni auto incide annualmente sulla collettività per circa 1.000 euro di
spesa sanitaria per gli incidenti (30 miliardi €/anno per morti e feriti)
e per circa 2.500 euro di costi ambientali (rumore e inquinamento
atmosferico sono i principali). Se i tagli previsti porteranno il 30% dei
pendolari ad usare l’auto invece dei mezzi pubblici, la tassa occulta cui
i cittadini saranno sottoposti sarà pari a circa 15 miliardi di euro.
Tassa odiosa perché fatta di morti, inquinamento e congestione dei centri
urbani, esternalità negative che si aggiungono ai costi diretti. Per
essere più precisi spenderemo 4 € in più per ogni euro tagliato.

Le cose vanno “meglio” dal punto di vista della mobilità ciclistica, dove
il saldo resta invariato: a zero investimenti di ieri corrispondono zero
investimenti di oggi! Ma anche in questo caso l’assenza di una politica
dei trasporti sostenibili ci discosta drammaticamente dal resto
dell’Europa che punta a raggiungere il 15% di composizione modale per la
mobilità ciclistica entro il 2020 (si vedano in proposito gli impegni
sottoscritti con la [
http://www.fiab-onlus.it/carta_brux.htm ]Carta di
Bruxelles). In questo settore ogni euro investito viene decuplicato in
termini di risparmio per la spesa pubblica: sarebbero sufficienti anche
piccoli interventi a costi contenuti per le amministrazioni pubbliche per
dare l’opportunità a molti più cittadini di scegliere serenamente la
bicicletta come mezzo per gli spostamenti quotidiani con un indubbio
vantaggio anche per le economie familiari così duramente provate da questa
crisi.
Tutto si tiene: economia, ambiente, lavoro.
Non riuscire a cogliere il valore di tutto ciò, sarebbe ancora un
imperdonabile errore politico destinato a privarci del nostro futuro.

Antonio Dalla Venezia
Presidente FIAB
Federazione Italiana Amici della Bicicletta onlus

La bici non consuma e non produce emissioni, non  ingombra e non fa
rumore: è un mezzo ecologico per definizione e ad alta efficienza
energetica. La bicicletta migliora il traffico, l'ambiente, la salute e
l'umore.

Ultimo aggiornamento Mercoledì 07 Dicembre 2011 10:40  

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