Domenica scorsa come orami di consuetudine abbiamo “scortato” i maratoneti che si sono cimentati in un’altra classica (insieme all’Eroica) delle nostre zone: “l’Ecomaratona del Chianti”.
“Eco” - ”Maratona” - “Chianti” : che altro aggiungere? Meglio chiudere, e lasciare ai lettori immaginare una pedalata in mezzo a boschi, vigne, campi; erba, terra, creta, galestro; viti, cipressi, querce, olivi, lecci, ginestre, ginepri. Verdi, di tutte le tonalità, come i gialli, i marroni, le “terre di Siena”; i grigi in tutte le sfumature che coprono le strade bianche; i rumori dell’acqua dei ruscelli, del cinguettio di miriadi di uccelli che bucano il celeste del cielo, smacchiato qua e là da qualche bianca e irregolare nuvola.
L’erbacce, chiamate cosi perché non si lasciano sequestrare in un vaso o rinchiudere in una “composizione”, in un serra o penzoloni da una terrazza: con impeto di libertà scelgono loro dove nascere crescere e prosperare.
Appena fuori dal bitume la natura è cosi potente che sembra quasi come se una mano enorme ma dolcissima, ti schiacciasse e rimpiccolisse - nella mente principalmente - restituendoti la tua vera dimensione nel tutto. Una sensazione bellissima, senza pari.
La giornata è scivolata via cosi, seguendo in bicicletta gli ardimentosi corridori muniti di un fiato e una passione enorme: 42 km (questo il percorso più lungo) fra sali-scendi che hanno messo a dura prova anche noi ciclisti! 1800 partecipanti, un pranzo all’arrivo di sana e sempre più rara cucina “di volontarie”; un vino come solo qui sanno spremere, per non interrompere bruscamente lo stato d’inebriamento dopo tutta quella meraviglia vista, odorata, sudata. Un’organizzazione impeccabile!
Muniti di radiotrasmittenti, in coda, abbiamo raccordato gli ultimi con i vari ristori, le varie postazioni di controllo, con l’arrivo.
Claudio in “29”, io e Mari con Annalisa (coordinatrice - fin dall’anno d’inzio della manifestazione, dei ciclisti accompagnatori) abbiamo avuto un pensiero di rammarico per l’assenza forzata del nostro presidente bloccato da un forte mal di schiena e per la Simo beccata da uno dei primi virussini che hanno già iniziato a girare; per tutti gli altri un invito a non perdersi il prossimo anno un’occasione irripetibile, per una visita ben accolti fra le braccia della natura, e per una conviviale giornata all’insegna dello sport, quello tosto ma sano.










